mercoledì 18 dicembre 2013

Devo

Sto male e devo partire.
Ho anche oggi una depressione nera e proprio per salvarmi devo partire.
Non sapete quanto mi pesa fare quella valigia, fare quel pezzo a piedi, prendere quella metropolitana, quell'altro tratto a piedi e poi il treno. Finalmente.
Solo chi ha sofferto o soffre di depressione puo' capire quanto sia infinitamente faticoso.
Ma devo, devo alzarmi da questo divano.
Devo, devo fare quella valigia.
Devo, devo partire e poi staro' meglio.
Un passo del vangelo dice "il vento soffia e ne senti il rumore ma non sai da dove viene e non sai dove va (....) ".
Ecco io sento il rumore della felicita', so che anche se ora sto cosi' qualcuno la fuori e' felice e lo saro' di nuovo, anche io.
Non lo sento ma so che esiste.
Spero che quelle persone felici, la' fuori, siate voi.

Bianca

12 commenti:

  1. finalmente!!!! guarda che sentire queste parole in un certo senso mi rincuora! porca miseri la depressione si combatte e si vince! DEVI!!! continua così, ogni giorno metticela tutta e un giorno ne uscirai! ti parlo per esperienza personale.

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    1. Certo che si vince, con il coltello tra i denti!

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  2. Forza Bianca! ha ragione Ginevra (nonostante io non parlo per esperienza personale diretta, ma indiretta: mia zia ha sofferto di depressione, una malattia che secondo me è sottovalutata) devi combattere!
    certo che sarai felice anche tu, avanti fai la valigia e buon viaggio :)!

    ti abbraccio!

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    1. Grazie per il tuo incoraggiamento, ora sto molto meglio, nel bene e nel male resto una gran lunatica.
      Ti abbraccio anch'io!

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  4. In questi giorni va MOLTO meglio sai.
    Cmq sappi che per il discorso di quella ti quoto in pieno...se vuoi farti due risate leggiti il suo ultimo post. Poi potresti pure piangere, dipende dai punti di vista.

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    1. Grazie mille, scrivimela così ti racconto un paio di cose, mi sembri una persona affidabile.
      Guarda io sono come te, mi incazzo da morire quando leggo certe stronzate e certe auto-prese per il culo. La cosa che odio più sono tutte quelle oche senza palle che non si schierano mai e lasciano quei commenti inutili...ma porca paletta, io toglierei anche la libertà di parola in certi casi! "Come ti capisco" o "tesoro sei forte, resisti". Dico, ma ci leggete? Ha scritto che pesa 50kg per 1.80 e ha vomitato la mela della cena e le scrivete così?? Oppure gente che racconta cazzate...poi ti dirò meglio in privato. Io ho una buona memoria e non di rado mi capita di leggere blog dove prima raccontano un fatto in un modo e qualche mese dopo, puff, sparito, c'è una nuova versione.
      Io mi ci avvelenavo il sangue, veramente, poi ho capito che era meglio lasciar perdere e andare avanti che credo sia la cosa peggiore perchè quando arrivi a questo punto vuol dire seriamente che pensi che alcuni siano casi persi per cui tanto vale lasciarli nel loro brodo.
      Io commentavo più blog un tempo, criticata uhhhh quante cazzate mi sono sentita dire...ma uno puo' parlare logicamente con gente che NON vuole vedere? Come insegnare la divina commedia a una scimmia. Certi soggetti non valgono il mio fiato ma se tu aprissi il blog (complimenti, una splendida idea) ti darei veramente man forte perchÈ nella mia lunga carrirera di commentatrice incazzata credo di aver trovato un'altra "me" solo in te.
      Tutti gli altri fanno parte del noioso gregge dei "cara-come-ti-capisco".
      Da vomitare.
      Lasciami pure l'email, mi fa solo piacere ti scriverÒ!

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  8. Ciao! Ti capisco benissimo.
    In piena depressione, ho dovuto fare 5 ore di pullman, 12 ore sveglia dalle 8 di sera alle 8 di mattina in aeroporto, 4 ore di volo e 2 ore di pullman per arrivare a casa. Da allora, quando sono triste ho sempre il terrore di viaggiare, tanto che anche se i miei vivono a un'ora e mezza da me vado da loro una volta al mese.
    Un giorno ho persino chiamato mia madre chiedendole di venirmi a prendere, lei mi ha risposto "ma hai il pullman"... E in effetti non sapevo spiegarle cosa ci fosse di diverso, ma ogni volta che devo viaggiare sto male, forse ricordandomi di quel giorno.

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